Hai un prestito in corso e ti ritrovi con liquidità extra: conviene chiuderlo in anticipo? Nella maggior parte dei casi sì — ma non sempre, e non a qualsiasi condizione. L’estinzione anticipata è un tuo diritto per legge, con regole precise che conviene conoscere prima di decidere.

Cosa dice la legge

Per i crediti ai consumatori, il Testo Unico Bancario riconosce al cliente il diritto di rimborsare in qualsiasi momento, del tutto o in parte, l’importo dovuto. In caso di estinzione anticipata hai diritto alla riduzione del costo totale del credito: ti vengono restituiti (o non addebitati) gli interessi e i costi che maturavano per la durata residua del contratto.

L’istituto può applicare un indennizzo limitato per legge: al massimo l’1% del capitale rimborsato se manca più di un anno alla fine, lo 0,5% se manca un anno o meno. Sotto una certa soglia di capitale residuo l’indennizzo non è nemmeno dovuto, e non lo è mai se il rimborso avviene in periodi in cui il tasso non è fisso o in altri casi previsti dalla norma.

Quando conviene di più

Il beneficio dell’estinzione è tanto maggiore quanto più il prestito è «giovane». Con l’ammortamento alla francese, nelle prime rate paghi soprattutto interessi: estinguere presto significa tagliare la parte più costosa del piano. Negli ultimi mesi di vita del prestito, invece, gli interessi residui sono pochi e il gioco può non valere la candela.

  • Prestito appena iniziato + liquidità disponibile: risparmio massimo.
  • Prestito a metà strada: conviene quasi sempre, fai due conti su interessi residui vs indennizzo.
  • Ultime rate: beneficio marginale; valuta se quella liquidità non renda di più altrove (o nel fondo di emergenza).

Estinzione totale o parziale

Non è tutto o niente. Il rimborso parziale riduce il capitale residuo e, a seconda del contratto, abbassa la rata o accorcia la durata. Accorciare la durata massimizza il risparmio di interessi; abbassare la rata alleggerisce il bilancio mensile. Se il contratto ti lascia scegliere, decidi in base alla tua priorità.

Come procedere in pratica

  1. Chiedi il conteggio estintivo all’istituto: capitale residuo, interessi maturati, eventuale indennizzo e costi rimborsabili. Deve fornirtelo.
  2. Verifica la riduzione dei costi: sul conteggio devono riflettersi gli interessi non maturati e la quota parte dei costi ricorrenti non goduti.
  3. Confronta il risparmio con l’indennizzo: nella grande maggioranza dei casi il saldo è ampiamente a tuo favore.
  4. Conserva la liberatoria e verifica dopo qualche settimana che il rapporto risulti estinto anche nei sistemi di informazione creditizia.

Un’alternativa: la surroga del debito costoso

Se non hai liquidità ma il tuo prestito ha un tasso alto, ricorda che estinguere si può anche con un altro prestito più conveniente: si chiama consolidamento o rifinanziamento. Ha senso solo se il nuovo TAEG, tutto incluso, batte quello vecchio — per verificarlo puoi confrontare i prestiti disponibili e fare i conti sul costo totale, non sulla sola rata.

Contenuto informativo: non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. Prima di sottoscrivere qualsiasi prodotto, confronta il TAEG e leggi con attenzione tutte le condizioni contrattuali.