Il tasso non è l’unico costo di un prestito. Tra le voci che più incidono sul conto finale ci sono le spese di istruttoria: un importo che molti scoprono solo leggendo il contratto — o peggio, dopo averlo firmato. Vediamo cosa sono, quanto pesano e come valutarle nel confronto tra offerte.

Cosa sono le spese di istruttoria

Le spese di istruttoria remunerano l’attività con cui l’istituto valuta la tua richiesta: analisi del reddito, verifica della storia creditizia nei SIC, valutazione del merito e apertura della pratica. Possono essere espresse come importo fisso (ad esempio 100-300 euro) o come percentuale del capitale (spesso tra lo 0,5% e il 2%).

A seconda dell’offerta, vengono pagate in un’unica soluzione alla firma oppure trattenute dall’importo erogato: in questo secondo caso, chiedi 10.000 euro ma sul conto ne arrivano, ad esempio, 9.800.

Le altre spese da conoscere

  • Costi di incasso rata: pochi euro per ogni rata, che moltiplicati per 60 o 84 mesi diventano una cifra concreta.
  • Imposta di bollo sul contratto e sulle comunicazioni periodiche.
  • Spese di comunicazione: invio del rendiconto, spesso azzerabili scegliendo il formato online.
  • Assicurazioni: se obbligatorie per ottenere il credito, entrano nel TAEG; se facoltative, restano fuori ma pesano comunque sul tuo esborso.

Come incidono sul costo reale

Qui entra in gioco il TAEG: per legge include le spese di istruttoria e gli altri costi obbligatori, traducendoli in un tasso annuo effettivo. Due prestiti con lo stesso TAN possono avere TAEG molto diversi proprio per colpa delle spese. La distanza tra TAN e TAEG è, in pratica, la misura di quanto pesano i costi accessori: più è ampia, più l’offerta nasconde spese.

Ricorda anche che le spese fisse pesano di più sui prestiti piccoli e brevi: 250 euro di istruttoria incidono molto su un prestito di 3.000 euro in 2 anni, molto meno su 25.000 euro in 7 anni.

«Zero spese» conviene sempre?

Non automaticamente. Alcuni istituti propongono prestiti senza spese di istruttoria ma con TAN più alto; altri fanno l’opposto. L’unico modo corretto di confrontare è guardare il TAEG a parità di importo e durata — è esattamente il lavoro che questo indicatore fa per te. Quando confronti i prestiti, non fermarti al claim «zero spese»: apri il dettaglio e verifica il TAEG.

Dove controllare prima di firmare

  1. Nel modulo SECCI: ogni costo deve essere elencato, con l’importo totale dovuto.
  2. Nel contratto: verifica se l’istruttoria è trattenuta dall’erogato o pagata a parte.
  3. Nelle condizioni di rimborso anticipato: in caso di estinzione, le spese già pagate non tornano indietro, mentre gli interessi futuri sì.

Contenuto informativo: non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. Prima di sottoscrivere qualsiasi prodotto, confronta il TAEG e leggi con attenzione tutte le condizioni contrattuali.