Fisso o variabile? È il bivio classico di chi firma un finanziamento. La risposta di moda cambia con i cicli economici, ma la risposta giusta dipende da due sole cose: la tua tolleranza al rischio e la struttura del tuo bilancio. Vediamo come ragionare, senza tifo.

Come funzionano i due tassi

  • Tasso fisso: il TAN viene bloccato alla firma e non cambia mai. Rata identica dalla prima all’ultima scadenza.
  • Tasso variabile: il tasso è agganciato a un parametro di mercato (tipicamente l’Euribor) più uno spread fisso deciso dalla banca. La rata si aggiorna periodicamente: sale se il parametro sale, scende se scende.

Nei prestiti personali italiani il fisso è di gran lunga lo standard; il variabile domina invece nel mondo dei mutui e di alcune linee di credito. Ma il ragionamento vale ovunque.

I pro e i contro del fisso

Pro: certezza assoluta. Sai oggi quanto pagherai tra cinque anni; il bilancio familiare si pianifica alla perfezione; i rialzi dei tassi non ti toccano.
Contro: il prezzo della certezza. Alla firma, il fisso parte in genere più alto del variabile equivalente; se i tassi di mercato scendono, tu resti al tuo tasso (salvo rinegoziare o rifinanziare).

I pro e i contro del variabile

Pro: parte quasi sempre più basso; se i tassi calano, la rata scende senza fare nulla.
Contro: incertezza strutturale. La rata può crescere anche parecchio, e proprio nei momenti in cui l’economia — e magari il tuo reddito — è sotto pressione.

Le domande che decidono la scelta

  1. Quanto margine hai? Se la rata iniziale assorbe già gran parte del tuo budget, un rialzo ti metterebbe in difficoltà: il fisso è protezione necessaria, non preferenza.
  2. Quanto dura il finanziamento? Su durate brevi il variabile ha meno tempo per farti male (o bene); su durate lunghe l’incertezza cumulata cresce e il fisso vale di più.
  3. Come dormi la notte? Non è una battuta: se controllare l’Euribor ti mette ansia, il costo extra del fisso è il prezzo — spesso onesto — della serenità.

Le vie di mezzo

Il mercato offre soluzioni ibride, più comuni nei mutui che nei prestiti: tasso variabile con cap (un tetto massimo oltre il quale non può salire), tasso misto rinegoziabile a finestre prestabilite, rata costante con durata variabile. Se ti attraggono, guarda sempre il costo del meccanismo di protezione: nulla è gratis, e il cap si paga nello spread.

Il confronto corretto

Qualunque struttura scegli, il confronto si fa sempre sul TAEG a parità di importo e durata — ricordando che per i variabili il TAEG è calcolato sull’ipotesi che il parametro resti invariato, quindi è una fotografia, non una promessa. Per i prestiti personali, dove il fisso è la norma, la strada è più semplice: confronta i prestiti e scegli il TAEG più basso per la combinazione importo-durata che ti serve.

Contenuto informativo: non costituisce consulenza finanziaria personalizzata. Prima di sottoscrivere qualsiasi prodotto, confronta il TAEG e leggi con attenzione tutte le condizioni contrattuali.